Le recenti Linee Guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) sottolineano l’importanza di intervenire il prima possibile per correggere l’ipercolesterolemia nei pazienti con sindrome coronarica acuta, iniziando con una terapia ad elevata intensità già durante la degenza ospedaliera.
Le statine ad alta intensità in associazione con ezetimibe sono considerate la terapia di prima scelta per la stabilizzazione della placca aterosclerotica e per
prevenire nuovi eventi ischemici. Tuttavia, il loro utilizzo si associa alla persistenza di un significativo rischio residuo di nuovi eventi ischemici dato che solo
una bassa percentuale di pazienti raggiunge gli obiettivi di colesterolo LDL raccomandati dalle ultime Linee Guida ESC.
Gli inibitori di PCSK9 rappresentano una svolta terapeutica, consentendo un controllo lipidico ottimale nei pazienti ad alto rischio, con un impatto clinico
significativo sulla riduzione degli eventi cardiovascolari. Inoltre emergono dati sull’importanza dei PCSK9i sui danni da riperfusione post
angioplastica coronarica. L’ipetrigliceridemia nei pazienti in prevenzione secondaria a target di LDL rappresenta oggi un rischio residuo e va trattata precocemente con icosapentetile come emerso dai dati dello studio REDUCE-IT. La CARDIO-TC rappresenta oggi una tecnica di imaging che consente la valutazione accurata della stenosi coronarica non ostruttiva dell’arteria non responsabile dell’infarto miocardico acuto oltre che consente la diagnosi di restenosi dello stent.
Lo scopo di questo incontro scientifico è quello di discutere le più recenti evidenze e le Linee Guida sulla gestione di questi pazienti a rischio cardiovascolare
molto elevato con l’obiettivo di individuare e condividere percorsi terapeutici virtuosi per l’implementazione del trattamento dell’ ipercolesterolemia in
prevenzione secondaria e primaria.
DR. PASQUALE GUARINI
RESPONSABILE SCIENTIFICO
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