Per decenni, la medicina ha adottato un modello “androcentrico”, considerando il corpo maschile come standard universale. Tuttavia, le
evidenze scientifiche attuali confermano come il genere non è solo una variabile sociologica, ma un determinante biologico fondamentale
che influenza l’epidemiologia, la fisiopatologia, la risposta farmacologica e l’esito clinico di numerose patologie.
Questo convegno nasce dalla necessità di integrare la medicina di genere nella pratica chirurgica quotidiana e dall’affrontare il tema del
“gender gap” ancora molto forte in ambito sanitario. In particolare, in ambito chirurgico, persistono tuttora sfide legate alla formazione,
alla leadership e all’ergonomia dello strumentario chirurgico, progettato su standard maschili.
L’obiettivo finale è quello di promuovere una cultura medica in cui il genere non sia un limite, ma una chiave di lettura per garantire
l’appropriatezza terapeutica e l’ equità delle cure, per abbracciare un approccio personalizzato e precisionale .
Il confronto tra professionisti del settore permetterà di delineare nuove linee guida e rafforzare una rete professionale orientata
all’innovazione e all’eccellenza clinica.
dott.ssa ROSA D'AMICO
RESPONSABILE SCIENTIFICO
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